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Matteo Salvini


MILANO - Il fenomeno dei veicoli che circolano senza copertura assicurativa potrebbe avere i mesi contati. Il Governo ha infatti annunciato una stretta decisa contro i circa tre milioni di mezzi non assicurati presenti sulle strade italiane, puntando sull’integrazione delle tecnologie già installate lungo la rete viaria per trasformarle in strumenti di controllo automatico entro l’estate 2026.
Secondo i dati diffusi da Ania relativi al 2024, il fenomeno dell’evasione assicurativa resta significativo, circa il 6,1% del parco circolante risulta privo di copertura Rcauto. Una quota che si traduce in un mancato incasso stimato in 1,4 miliardi di euro di premi, ma soprattutto in una situazione di forte incertezza per i cittadini coinvolti in incidenti con veicoli non assicurati. In questi casi, infatti, il risarcimento passa attraverso il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada con tempi spesso molto più lunghi rispetto alle normali procedure liquidative.
Il piano illustrato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di Matteo Salvini prevede una norma collegata al Codice della Strada che consentirà ai dispositivi già presenti sulle strade - come varchi ZTL, autovelox e sistemi Tutor - di rilevare automaticamente la mancanza della polizza assicurativa. Il meccanismo si baserà sul cosiddetto “Targa System”, una piattaforma che permetterà alle telecamere di interrogare in tempo reale le banche dati della Motorizzazione Civile e dell’Ania. In questo modo sarà possibile verificare immediatamente la presenza o meno della copertura assicurativa e procedere alla contestazione differita della sanzione attraverso una modalità analoga a quella già utilizzata per le violazioni dei limiti di velocità.
Per rendere operativa la misura è stato avviato un tavolo tecnico che coinvolge anche Ivass e il Garante per la protezione dei dati personali, chiamati a definire il quadro normativo necessario per l’omologazione dei dispositivi e per la gestione dei dati delle targhe nel pieno rispetto delle norme sulla privacy. Per gli assicurati in regola e per l’intero comparto assicurativo, la prospettiva di controlli automatizzati potrebbe rappresentare un passaggio significativo. Una maggiore compliance assicurativa non solo rafforzerebbe la sicurezza stradale, ma consentirebbe anche una più equa distribuzione del rischio tra gli assicurati con possibili effetti positivi sulla stabilità del mercato e sulla determinazione dei premi nel medio periodo.
La dimensione del fenomeno rende evidente la necessità di strumenti più efficaci. Nel 2025, infatti, i controlli manuali effettuati dalla Polizia Stradale hanno individuato circa 30.000 violazioni su oltre 1,5 milioni di verifiche, numeri che dimostrano come, di fronte a un’evasione così diffusa, l’automazione dei controlli rappresenti probabilmente l’unica strada per riportare il fenomeno entro limiti sostenibili.
Resta tuttavia una domanda aperta: quanto questo intervento riuscirà realmente a incidere sul fenomeno? Molto dipenderà dalla capillarità della rete di dispositivi che saranno effettivamente abilitati a svolgere questi controlli. Se il sistema sarà limitato ad alcune grandi città o a pochi varchi urbani, il rischio è che l’impatto resti circoscritto. Al contrario, una diffusione estesa dei sistemi di rilevazione - lungo le principali arterie stradali, nei centri urbani e nei punti di accesso alle città - potrebbe rappresentare un vero cambio di passo nella lotta all’evasione assicurativa.
La sfida, dunque, non sarà soltanto tecnologica o normativa, ma soprattutto organizzativa e territoriale. Solo una presenza diffusa e sistematica degli strumenti di controllo potrà trasformare questa misura da semplice annuncio a reale presidio di legalità sulle strade italiane.
Tiziano Salerno

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