ROMA - Pubblicato pochi giorni fa sull’house organ di Anapa, che a giudicare dal numero degli accessi probabilmente viene letto soltanto da una piccola parte degli stessi soci del sodalizio minoritario, il titolo di un pezzo annunciava enfaticamente che, in occasione della concessione della proroga di un anno al Consiglio di amministrazione del Fonage, Covip avrebbe “bacchettato” il Fondo, addirittura sollevando “dubbi sulla governance”.
Poiché ciò che conta sono i fatti, sia detto che al Fondo Pensione Agenti, per la prima volta nella storia dei fondi pensione, è stata concessa una proroga del mandato del Consiglio di amministrazione, perché l’Autorità ha riconosciuto valide le motivazioni poste alla base della richiesta. Proprio a sottolineare l’eccezionalità della concessione – e non certo per “bacchettare” il Fondo, la Covip ha precisato doverosamente “sotto un profilo generale, che il ricambio negli organi collegiali costituisce principio generale del sistema di previdenza complementare, riconducibile ad un profilo di buona governance”: una considerazione istituzionale, dovuta ed attesa.
A questo punto una domanda facile facile se la sarebbero potuta porre anche i detrattori del governo di Fonage: se la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione avesse ravvisato dei problemi di governance nel Fondo, avrebbe concesso la proroga al Cda? La risposta è scontata. Come dicevamo, sono fatti, ma il piccolo house organ della piccola Anapa non ha perso l’occasione per fare un’altra brutta figura.
La Redazione
Covip bacchetta il Fondo Pensione? No, solo il titolo roboante da una piccola testata in cerca di visibilità
