MILANO - Non si arresta il fenomeno dei siti internet truffa, allestiti per raggirare i consumatori alla ricerca di sconti sui premi delle polizze Rcauto. Complici una contrazione del potere d'acquisto dei salari e sistemi informatici sempre più economici e semplici da impostare (realizzare un portale online costa poche centinaia di euro), si moltiplicano i casi di denunce alle Autorità. Dal novembre 2023 ad oggi l'Ivass ha ottenuto l'oscuramento di 240 siti di fantomatici intermediari assicurativi.
La tecnica è sempre la stessa: attirare i consumatori con offerte vantaggiose, poco importa tutto il resto. Va detto che il costante martellamento pubblicitario (sia pur lecito, ndr) di alcune compagnie online e telefoniche, tutto orientato al "risparmio", incoraggia - di riflesso - moltissimi a cercare in internet l'offerta migliore, la comparazione estrema. E dal passare ad essere il più "furbo" nell'ottenere sconti online a venire raggirati da indiscussi professionisti della truffa il passo è breve.
Le iniziative di contrasto dell'Istituto di vigilanza sembrano poter arginare solo in parte il fenomeno. Secondo alcune stime, ci sarebbero ancora attivi nel web dai 3.000 ai 4.000 siti internet non autorizzati.
Cosa fare, dunque? Da più parti si chiede un'azione legislativa più stringente. In primis, si invoca il divieto di vendere polizze Rcauto online. La formula a distanza limiterebbe, infatti, - anche quando posta in essere da intermediari autorizzati - la capacità del consumatore di scegliere le condizioni di polizza più adatte alle proprie reali esigenze.
Luigi Giorgetti
Polizze Rcauto, da fine 2023 ad oggi l'Ivass oscura 240 siti internet truffa. Si sollecita da più parti il divieto di vendita online delle polizze
