Martedì, 20, Ott, 7:21 PM

Social Network :


MILANO - Un semplice click, l’illusione di aver fatto l’affare della vita e, pochi giorni dopo, l’amara scoperta di circolare su strada totalmente privi di copertura assicurativa, esposti al sequestro del veicolo e a pesanti sanzioni. È questo lo scenario emerso durante il webinar nazionale dell’8 settembre, “Truffe online e polizze assicurative: come prevenirle e come tutelarsi in caso di frode”.
L’evento, moderato dal Presidente di Confconsumatori APS Carmelo Calì, nasce dalla sempre più stretta sinergia tra Sna e associazione dei consumatori e si inserisce nel progetto nazionale “Smacco alla truffa”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). I lavori, aperti da Bruno Mauro e Roberta Patruno della Commissione Formazione Sna, hanno garantito agli intermediari collegati due ore di formazione e aggiornamento Ivass attraverso la piattaforma Snaform.
La digitalizzazione ha reso l’accesso ai servizi più semplice e immediato, ma ha contemporaneamente aperto nuove opportunità alla criminalità. Come evidenziato dall’avv. Emanuela Ferri, del Direttivo Nazionale Confconsumatori, il vero rischio è che il consumatore sia convinto di acquistare una polizza regolare quando, in realtà, si trova davanti a un falso perfettamente costruito. I truffatori clonano loghi di compagnie reali, utilizzano i nomi di intermediari esistenti e i loro numeri RUI, producendo preventivi e documenti apparentemente autentici. A rendere ancora più efficace la frode è la pressione psicologica: “L’offerta scade oggi, devi pagare subito”. La regola d’oro è semplice: se hai dubbi, non pagare. Occorre verificare sempre l’autenticità dell’impresa e dell’intermediario attraverso i canali ufficiali Ivass e gli strumenti previsti dal relativo decalogo.
La contraffazione danneggia anche gli agenti, che possono ritrovarsi vittime inconsapevoli di un furto di identità professionale. L’avv. Gianluigi Grieco, dell’Area Legale Interna Sna, ha raccontato la tipica “chiamata del mercoledì mattina”: un cittadino si presenta in agenzia con un certificato falso, ma graficamente perfetto, riportante dati e numero RUI dell’agente. Ancora più inquietante è il meccanismo dei domini web dismessi. I truffatori monitorano i siti comunicati alle autorità e, quando un’agenzia abbandona un vecchio dominio o modifica la propria denominazione, possono acquistarlo nuovamente e utilizzarlo per proporre polizze false, spostando poi la trattativa su WhatsApp. Dal 2023 Ivass ha oscurato quasi 400 siti abusivi, ma i tempi tecnici necessari per bloccare i domini consentono ai falsari di operare per settimane. Per questo Sna invita a verificare sempre i recapiti dell’agenzia attraverso i siti ufficiali delle compagnie mandanti. Attenzione anche ai pagamenti: i premi non vengono versati su carte prepagate o conti personali, ma su conti ufficialmente intestati all’intermediario o alla compagnia.
Quando la truffa è ormai servita, il consumatore rischia paradossalmente di trasformarsi da vittima in soggetto sanzionato. In caso di controllo con una polizza falsa, l’articolo 193 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa che può superare i 3.500 euro e il sequestro del veicolo. Nei casi più gravi possono emergere anche profili penali legati all’uso di documenti falsi. La difesa deve dimostrare la buona fede, l’assenza di dolo e l’errore sul fatto. Fondamentali sono tre passaggi: sottoscrivere immediatamente una polizza regolare, presentare denuncia-querela per truffa e chiedere il dissequestro attraverso Giudice di Pace o Prefetto.
Sul piano economico, quando il truffatore è ignoto, la tutela può passare dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), soprattutto per contestare eventuali responsabilità dell’istituto che ha gestito il pagamento. Il quadro della PSD2 pone infatti a carico della banca importanti obblighi di sicurezza e non basta, da solo, il ricorso all’autenticazione forte con OTP per escluderne automaticamente la responsabilità. Sono state richiamate, in particolare, recenti decisioni ABF che riconoscono forme di tutela anche nei casi di SMS spoofing e di operazioni anomale non adeguatamente intercettate.
Il webinar si è chiuso con un appello alla collaborazione tra intermediari, consumatori e istituzioni, un appello che, In un mercato digitale dominato dagli algoritmi e dalle false identità, anche generate con l’intelligenza artificiale, l’agente sul territorio conserva un ruolo insostituibile. È un appello che Sna ha rivolto più volte alle istituzioni, chiedendo di intervenire per eliminare questo tipo di canale, oggi tra i più rischiosi in assoluto. A dimostrarlo sono i quasi 400 siti abusivi oscurati da Ivass, un fenomeno che, tuttavia, sembra non arrestarsi: nuovi portali nascono ogni giorno e riescono a operare indisturbati per giorni o addirittura mesi prima di essere individuati e chiusi. In questo contesto, l’agente di assicurazione non può essere considerato un semplice venditore di polizze, ma un professionista che svolge un ruolo fondamentale di tutela e consulenza nei confronti del cliente. Perché, nell’era del digitale, il vero valore dell’intermediazione non è soltanto vendere una polizza. È sapere a chi affidarsi prima di cliccare “paga”.
Tiziano Salerno

ARCHIVIO NOTIZIE

GRUPPI AZIENDALI ACCREDITATI SNA